Morano MuSAP Forum

Quando un gruppo di parenti, amici, ex colleghi, ex alunni di Francesco Mainieri, nell’estate del 2017, ha deciso di dar vita ad un gruppo di lavoro che potesse portare avanti il suo lavoro di direttore scientifico del Museo di Storia dell’Agricoltura e della Pastorizia di Morano Calabro, interrotto alcuni anni prima per le sue aggravate condizioni fisiche e per la successiva morte avvenuta il 17 agosto 2015, ha pensato che la formula del forum potesse essere la scelta migliore da fare per individuare, attraverso il confronto di varie esperienze, il metodo migliore per cercare  di risolvere i vari problemi che il museo si è trovato davanti da quando, nel 2003, era stato allestito in una porzione del Palazzo Salmena.

Il museo era stato ideato e realizzato da Francesco Mainieri. Dopo alcune ricerche effettuate alla fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 (del secolo XX) allestì con l’aiuto di alcuni giovani, con cui aveva organizzato il Gruppo di Animazione Culturale, la mostra storica Contadini e pastori a Morano tra passato e presente.

La mostra venne negli anni successivi prima trasformata in mostra permanente e poi in museo, che venne allestito all’interno di alcuni locali della Scuola elementare.

Il museo e, ancor prima, la mostra sono nati da una ricerca interdisciplinare, generata dalla riflessione, non estemporanea ma sostenuta da un’adeguata documentazione. sulla realtà agro-pastorale del passato nell’area moranese e in quella del Pollino, che fosse capace di ricostruire i tratti peculiari e coglierne i valori più autentici.

Proprio perché è un museo particolarissimo, che si presta ad una fruizione altrettanto particolare, costruito com’è, oltre che sull’esposizione di numerosi reparti materiali, sulla presentazione di materiali d’archivio, fonti scritte, carte dei luoghi, fotografie d’epoca, che talvolta integrano la lettura dei reperti, ma talaltra – ed è il caso più frequente – assumono un loro autonomo significato documentale e museale, affrontare la sua “rigenerazione” non solo per restaurare reperti che presentano vistosi segni di degrado ma anche per dare maggiore visibilità ai numerosi pannelli, la maggior parte dei quali furono pensati e redatti negli anni ’80, significa riuscire ad organizzare un gruppo di lavoro di ricerca interdisciplinare in grado di utilizzare tutto il materiale presente al suo interno per dargli non solo una lettura più agile di tutto il materiale esposto ma creare, nello stesso tempo, percorsi che possano soddisfare anche i visitatori più esigenti.

Quindi un lavoro non semplice, che ha bisogno di un’attenta valutazione, anche per tener conto di quanto ha lasciato scritto Francesco Mainieri nella sua nota/testamento del 2004, che ci auguriamo possa trovare risposte operative negli incontri che stiamo programmando, ad iniziare dal forum del 2017.